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Quesito:

Può il regolamento limitare il numero di deleghe rispetto a quanto previsto dal codice civile all’art.67 disp. att. c.c.?

Risposta:

Sebbene l'art. 72 disp. att. c.c recita “I regolamenti di condominio non possono derogare alle disposizioni dei precedenti articoli 63, 66, 67 e 69 disp.att.c.c.”   nella giurisprudenza si è affermato il principio che il regolamento del condominio possa limitare il numero delle deleghe e questo non appare in contraddizione con l'art. 72 disp. att. c.c.”

 Sono state prese in considerazione i pareri di autorevoli  fonti fra le quali:

“…In ordine al numero delle deleghe ammesse, nella giurisprudenza si è affermato il principio che il regolamento del condominio possa limitare il numero delle deleghe e questo non appare in contraddizione con l'art. 72 disp. att. c.c.”

Fonte: http://www.ordineavvocati.av.it

 “la Corte di Cassazione con la decisione del 29 maggio 1998 n. 5315 ha affrontato il problema della validità di una clausola regolamentare portante una limitazione del numero massimo di deleghe conferibili, mentre con la pronuncia risalente all'11 agosto 1982 n. 4530 si è occupata della clausola in cui è previsto il diritto di ogni proprietario di farsi rappresentare nell'assemblea da altra persona che fosse parente o altro proprietario purchè non amministratore o uno dei condomini. In entrambi i casi la Suprema Corte ha ritenuto legittime le clausole del regolamento statuendo che la limitazione contenuta nel regolamento di condominio non pregiudica l'inderogabile diritto di ogni condomino di farsi rappresentare nell'assemblea, stabilito dall'art. 67 disp. att. cod. civ., ma si limita solo a regolarne l'esercizio.”

Fonte: http://www.diritto24.ilsole24ore.com

 “Nella giurisprudenza si è affermata la convinzione che il regolamento del condominio può limitare il numero delle deleghe e questo non è da vedere in contraddizione con l'art. 72 DD.AA: cod. civ.”

Fonte: http://www.provincia.bz.it

 “Qualora i condomini siano più di 20, la legge pone il limite di un quinto - sia dei condomini che dei millesimi -  di deleghe che possano essere conferite alla stessa persona; il regolamento di condominio può ridurre il numero di deleghe da conferire a ciascun rappresentante, ma non può vietare del tutto l'istituto della delega.”

Fonte : https://www.centroconsumatori.it

“Anche il regolamento può disciplinare l'esercizio del potere rappresentativo in assemblea. L'articolo 67 delle Disposizioni di attuazione è espressamente richiamato dal successivo articolo 72 come norma inderogabile, pertanto devono considerarsi radicalmente nulle le clausole contenute in un regolamento di condominio che dovessero escludere l'esercizio del potere di essere rappresentati.
Ciò significa che saranno nulle quelle clausole che fissano limiti meno rigorosi di quelli previsti dalla legge ma ben potranno prevedere limiti più restrittivi purché non si traducano in una sostanziale esclusione del potere di conferire la delega.”

Fonte: http://www.quotidianocondominio.ilsole24ore.com

 Il regolamento non può vietare l’ uso delle deleghe – questa eventualità, infatti, è prevista dall’ articolo 67 disp. att. codice civile -, ma può prevedere un limite massimo al numero dei condomini rappresentabili da una stessa persona

Fonte: http://www.pensionatiitaliani.it

 Rimangono in ogni caso ferme le limitazioni al numero di deleghe eventualmente previste dal regolamento di condominio.

Fonte: http://www.gazzettadiparma.it

 “L’art. 67 disp. att. c.c. commi 3, 4 e 5 recita che in un condominio con più di venti condomini, nessuno può rappresentare più di 1/5 dei condomini e del valore proporzionale.

Tale normativa non è derogabile da un regolamento condominiale (vedasi art. 71 dd.aa. c.c.), ma ciò che è possibile ipotizzare una norma ancora più stringente (cioè un regolamento contrattuale che limiti maggiormente il numero di deleghe).”

Fonte: http://www.gagecom.it

 Il regolamento condominiale può prevedere limiti più rigorosi al divieto di cumulo di deleghe (divieto di rappresentare più di un quinto dei condomini e dei millesimi nei condomini con più di venti proprietari). Invece sarà nulla la clausola del regolamento condominiale che dovesse prevedere limiti meno rigorosi di quelli fissati dalla legge.”

Fonte: http://www.laleggepertutti.it

 “Atteso che, come si è visto, l'art. 67 disp. att. c.c. non è derogabile, ci si deve domandare se i regolamenti possano discostarsi da tali nuovi limiti.
A parere (non solo) di chi scrive saranno considerate valide le clausole regolamentari più restrittive di quelle di legge, mentre, al contrario, non lo saranno quelle più “largheggianti”.

Fonte: http://www.agiai.com

 

 Buongiorno,
desidero ricevere un chiarimento riguardo gli importi da portare in detrazione per i lavori di ristrutturazione eseguiti sulle parti condominiali del fabbricato dove abito.
L’amministratore ci ha inviato le certificazioni con gli importi versati nell’anno 2012 ma le somme da lui indicate con corrispondono con quelle da noi versate nel corso nell’anno nel conto corrente condominiale.
Mi può indicare se posso allegare alla dichiarazione dei redditi un’autocertificazione con gli importi esatti, eventualmente ho anche tutte le ricevute dei bonifici. Distinti saluti, A.F.

Gentilissimo,
La ringrazio, con questa domanda mi da la possibilità di chiarire una questione che spesso crea malumori e disappunto tra i condomini che non vedono riconosciute le somme effettivamente pagate.
Non avendo la possibilità di controllare la contabilità del Suo Amministratore, Le rispondo in via generale. Dando per scontato che i pagamenti siano regolari sia da parte Sua, sia da parte del Condominio verso la Ditta esecutrice dei lavori, la mancata corrispondenza delle somme può essere spiegata in base alle date di pagamento. La legge prevede che le somme che possono essere portate in detrazione siano soltanto quelle effettivamente pagate alla Ditta nell’anno solare oggetto della dichiarazione, indipendentemente dalle somme ricevute dai condomini. Facendo un esempio pratico, se i Condomini hanno versato nel 2012 15.000,00 euro complessivamente ma l’Amministratore ha eseguito bonifici verso la Ditta per 13.000,00 euro, soltanto quest’ultima somma può essere ripartita tra i condomini ed oggetto della certificazione.
Naturalmente nell’anno successivo le somme si compenseranno, l’importante è che alla fine dei lavori Lei riceva certificazioni il cui totale corrisponda a quello versato nel corso del tempo. Mi auguro di averLe fornito un chiarimento esauriente, La saluto cordialmente.